Pescare la Spigola: Caratteristiche e Tecniche

pescare la spigola
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Pescare la spigola è sicuramente uno degli obbiettivi preferiti dei pescatori. Andiamo a scoprire più nel dettaglio che pesce è e come catturarlo!

La spigola (Dicentrarchus labrax) in Italia ha diversi nomi: branzino (il più comune), spinola, lupasso, ragnetta, arranassa e tanti altri in base alle varie regioni.

La spigola: caratteristiche fisiche

È un pesce osseo d’acqua salmastra della famiglia Moronidae.

Possiede un corpo piuttosto affusolato, la testa allungata e la fronte dritta sono ciò che la caratterizzano.

Solitamente si aggira intorno ai 50 cm di lunghezza e i 4-5 kg di peso ma sono stati trovati anche esemplari di 12 kg lunghi 103 cm.

Ha una bocca grande che arriva fino all’occhio e, quando aperta, può allungarsi a tubo.

Sul dorso ha due pinne: una con 8-10 raggi spinosi e una con 12-13 raggi molli.

La pinna caudale è biloba ma non profondamente incisa.

Le sue scaglie sono piuttosto piccole anche se ben definite e presenti in tutto il corpo.

Hanno una colorazione argentata sui fianchi mentre rimangono bianche sul ventre e grige sul dorso dove non è raro trovare riflessi dorati, bluastri o verdastri sul dorso.

La spigola ha una macchia nera, non sempre molto visibile nei grandi esemplari, nella parte superiore del bordo dell’opercolo.

I giovani possono anche presentare delle punteggiature scure mai presenti nell’adulto.

Habitat

Il branzino è molto diffuso nell’Atlantico Nordorientale, nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

Apprezza il clima temperato o subtropicale.

Vive prettamente lungo la costa sia con fondali duri che sabbiosi, a volte la si può trovare fino a 100 m di profondità ma non si allontanerà mai molto dalla riva.

Spesso raggiunge le acque salmastre di lagune e foci a volte arriva fino alle acque dolci.

Alimentazione

Le giovani spigole si nutrono principalmente di invertebrati, come crostacei o molluschi, mentre, una volta adulte, si ciberanno solamente di altri pesci.

Molto sensibile alle maree e alle fasi lunari la spigola caccia di notte anche se qualche volta la si può vedere alle prime luci del sole.

Riproduzione

La riproduzione di questi pesci avviene quando la temperatura dell’acqua arriva a 14 gradi: in inverno, nel Mediterraneo, e in primavera, nei mari più nordici.

In base ai mari in cui vivono raggiungono la maturità sessuale a diverse età: nel Mediterraneo tra i 2 e i 4 anni mentre nell’Atlantico tra i 4 e i 7 anni per i maschi mentre per le femmine tra i 5 e gli 8 anni.

La spigola si riproduce una volta all’anno e in gruppo.

Le loro uova galleggiano grazie ad una goccia d’olio al suo interno, dopo tre giorni schiudono e lo sviluppo larvale dura intorno ai 40 giorni.

Allevamento

L’allevamento della spigola è diviso in tre tipologie con le rispettive tre modalità.

Allevamento estensivo: è considerato il metodo tradizionale e non va ad incidere particolarmente sulla normale vita della spigola.

Consiste principalmente nel posizionamento di alcune barriere, che possono essere sia di materiali naturali che artificiali, in alcune zone della laguna.

Queste barriere, aperte da febbraio a maggio, andranno a catturare il pesce nel momento in cui migra verso il mare aperto.

Allevamento semintensivo: Questa tipologia di allevamento andrà ad intervenire sulla vita del pesce per migliorarne le condizioni e l’habitat.

Ad esempio le lagune in cui vengono allevate vengono fertilizzate per poter fornire più nutrimento.

Le spigole, in questo caso, vengono catturate e poi spostate in delle vasche con sistema di ossigenazione dell’acqua per renderle della taglia adatta ad essere introdotte in laguna.

La temperatura, la quantità di vegetazione e la sanità dell’acqua sono costantemente controllate per favorire lo sviluppo del pesce.

Allevamento intensivo: Questa tipologia di allevamento ha lo scopo di far accrescere la spigola più velocemente che in natura.

Può svolgersi sia in vasche a terra che in gabbie in mare.

A terra viene praticato in bacini di dimensioni tra 200 d 3000 m2  regolarmente puliti e ossigenati a favorirne la crescita.

L’allevamento in gabbia viene preferito nel caso in cui si pratichi nel Mar Mediterraneo, dove, se le condizioni idrodinamiche sono favorevoli si può arrivare ad allevare una notevole quantità di spigole.

In quasi tutti gli allevamenti di questa tipologia prima di essere inseriti in mare i pesci vivono un periodo di preingrasso praticato a terra con l’utilizzo di mangimi ad elevata quota proteica.

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Pescare la spigola

Il periodo migliore per andare alla ricerca di questo splendido pesce è l’inverno, da novembre a febbraio, quando le spigole più grosse si avvicinano alla costa per riprodursi.

Si troverà quindi in grossi banchi in acque basse ricche di poseidonia.

D’estate predilige zone con poca profondità, capita spesso che entri nei porti con acque sporche dove trova cefalotti o carcasse di cui va ghiotta.

Durante le mezze stagioni la troveremo in acque più profonde a poche centinaia di metri dalla costa.

Le condizioni meteo che apprezza di più sono il mare mosso, in scaduta o prima di un temporale.

Pescare la spigola: le esche

Pescare la spigola si può suddividere in pesca con esche naturali (vermi marini, pesci, crostacei, larve) e pesca con esche artificiali (in silicone, minnow, rapala, e cucchiaini).

Bisogna fare molta attenzione agli inneschi mettendoli orizzontalmente o a coda-testa.

Per la pesca a surfcasting o alla bolognese vengono utilizzati:

  • Vermi
  • Bigattini
  • Sarde o sardine
  • Gamberetti freschi
  • Granchi
  • Cefalotti

Per la pesca a spinning alla spigola vengono usati invece:

  • Minnow con palettoni da 8-10-12 cm. 
  • Vermi siliconici
  • Shad, consigliati dagli esperti sembra che rendano molto quelli di colorazione naturale o bianchi con la testa rossa

Pescare la spigola: le tecniche e l’attrezzatura

La pesca alla spigola può essere praticata con varie tecniche, si sceglierà la più adatta basandosi sul luogo, l’ambiente marino, la stagione e l’attrezzatura di cui disponiamo.

Ora approfondirò le tecniche più comuni ma ci tengo a precisare che la spigola si può pescare in altri modi tipo la pesca subacquea o il palamito.

Montatura alla bolognese

Questa tecnica consiste nell’utilizzo di: un galleggiante fisso, una canna dai 6 agli 8 metri rigida, un mulinello 2500/3000, galleggianti con porta starlight da 1-2 gr, pallini di piombo e ami di misure minuscole.

La canna lunga permette di trattenere al meglio l’esca anche con corrente laterale, il mulinello di quella taglia garantisce movimenti rapidi.

Montatura all’inglese

Qui il galleggiante dovrà essere trasparente, da lancio e scorrevole con piombatura.

Al galleggiante verranno attaccati i porta starlight che permetteranno al pescatore di vedere meglio nell’acqua specialmente quando si usa come esca il bigattino.

Questa montatura viene utilizzata specialmente nelle foci dei fiumi o in porto.

Pesca alla spigola a fondo e a spinning

Praticata in porto o alla foce di un fiume questa tecnica risulta più dinamica delle precedenti.

L’abilità del pescatore sta nel recupero dell’esca quando dovrà usare un movimento rotante per imitare un pesce che fluttua tra le onde.

In questo caso le esche migliori sono quelle siliconate ma volendo sartine e piccoli cefali ben innescati vanno benissimo.

Lanciare e recuperare l’esca, con movimenti precisi e la lenza in tensione, è il modo migliore per ingannare la nostra spigola.

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