CACCIA PIEMONTE: La Guida Completa

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Caccia in Piemonte? Dove praticarla? Quali sono le cose che devi sapere assolutamente?

Il Piemonte è sicuramente una delle mete venatorie più apprezzate dai cacciatori: grazie alla diversità dei suoi paesaggi ospita una grande quantità di selvaggi che renderanno la caccia molto redditizia.

Morfologia del territorio

La regione si divide in tre fasce: quella alpina ed appenninica (il 43% del territorio regionale), quella collinare (31% del territorio) e quella pianeggiante (26% del territorio).

Partiamo dalla fascia alpina collinare.

Le catene montuose presenti in Piemonte sono le Alpi e gli Appennini che si estendono per il territorio fino a circondare la regione.

Per quanto riguarda gli appennini invece troviamo l’Appennino Ligure situato a sud della regione a confine con la Liguria e l’Emilia-Romagna.

L’aspetto della montagna piemontese è senza dubbio imponente e di grande impatto: le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura.

Il Piemonte è infatti l’unica regione alpina ad essere priva delle Prealpi ma questo non gli toglie il primato come prima regione per superficie forestale (un milione di ettari di bosco).

Appena sotti i monti si possono ammirare verdi pascoli e ampie estensioni di boschi di conifere caratterizzati dalla grande presenza di abeti, meno presenti in altre regioni.

Scendendo di quota troveremo faggeti e castagneti fino ad arrivare alla pianura.

Passando alle colline invece le principali sono quelle delle Langhe e del Monferrato formate da antichi sedimenti marini.

Le colline piemontesi sono poco resistenti all’acqua infatti essa ha scavato un labirinto di solchi e valli tra di esse.

I versanti più soleggiati sono coltivati con vite, cereali, frutteti, noccioleti e foraggi.

L’allevamento invece, un tempo molto più diffuso, è ora spostato nelle pianure meridionali.

Tra le colline e le Alpi piemontesi si troverà un bellissimo altopiano, che arriva fino a Cuneo, ricco di acqua coltivato con foraggi e cereali.

Da qui ha inizio la Pianura Padana ricca di risaie e pioppeti.

Il territorio piemontese è ricco di corsi d’acqua, tutti affluenti del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est.

  • Tanaro, il principale affluente di destra, lungo 276 km con i suoi sub-affluenti principali, la Bormida e la Stura di Demonte; confluisce nel Po a Rivarone;
  • Maira, affluente di destra, lungo circa 111,1 km, percorre con il suo affluente Grana – Mellea le valli omonime, la pianura Cuneese e il Saviglianese, per gettarsi poi nel Po a Lombriasco;
  • Varaita, primo affluente di destra, lungo 75 km, nasce nell’omonima valle presso Bellino, passa tra il Saluzzese e il Saviglianese e sfocia nel Po nel territorio comunale di Casalgrasso;
  • Pellice, primo affluente di sinistra, lungo 60 km, col suo principale sub-affluente Chisone percorre le Valli del Pinerolese e sfocia presso il comune di Villafranca Piemonte;
  • Sangone, affluente di sinistra, lungo 47 km, percorre l’omonima valle, sfociando tra Moncalieri e Torino;
  • Dora Riparia, affluente di sinistra, lunga 125 km, percorre interamente la Val di Susa; confluisce nel Po a Torino;
  • Stura di Lanzo, affluente di sinistra, lunga 65 km, coi suoi 3 rami percorre le Valli di Lanzo; confluisce nel Po nei pressi di Torino;
  • Malone, affluente di sinistra, lungo 48 km, il cui corso separa il Canavese geografico dal ciriacese; confluisce nel Po tra Brandizzo e Chivasso.
  • Orco, affluente di sinistra, lungo circa 100 km, origina dal Lago Rosset (nel Parco nazionale del Gran Paradiso), percorre la valle omonima e il Canavese da nord a sud, gettandosi nel Po nei pressi di Chivasso;
  • Dora Baltea, affluente di sinistra, lunga 160 km, dopo aver attraversato interamente la Valle d’Aosta bagna Ivrea e attraversa la parte orientale del Canavese, gettandosi nel Po nei pressi di Crescentino;
  • Sesia, affluente di sinistra, lunga 141 km, attraversa il vercellese ed è uno dei più importanti fiumi del Piemonte orientale; confluisce nel Po nei pressi di Candia Lomellina;
  • Cervo, affluente di sinistra, lungo 65 km, dopo avere raccolto le acque dell’Elvo confluisce nella Sesia non lontano da Vercelli;
  • Agogna, affluente di sinistra, lungo 140 km, nasce dal monte Mottarone e affluisce nel Po in Lombardia. Presso Novara il fiume dà origine alla ”Piana dell’Agogna”;
  • Ticino, affluente di sinistra, lungo 248 km, è il secondo fiume italiano per portata d’acqua, immissario ed emissario del Lago Maggiore, scorre interamente in Piemonte (provincia di Novara) solo per pochi km e nel restante percorso segna il confine con la Lombardia;
  • Toce, lungo 83 km, il più importante immissario del Lago Maggiore dopo il Ticino nel quale confluisce, scorre interamente nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola;
  • Belbo, affluente di destra, lungo 86 km, il maggiore corso d’acqua che attraversa le Langhe per poi confluire nel Tanaro;
  • Scrivia, affluente di destra, lungo 88 km, scorre quasi completamente in Piemonte per poi confluire nel Po in Lombardia;
  • Curone, affluente di destra, lungo 50 km, scorre in Piemonte e in Lombardia e confluisce nel Po presso Ghiaie di Corana.

I laghi invece sono perlopiù di origine glaciale e morenica.

Il Lago Maggiore è il più grande della regione e tra i più grandi di Italia.

Poi ci sono Il lago d’Orta e il lago di Viverone e altri piccoli laghi che non superano i 2 km quadrati.

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Caccia Piemonte: Quali Sono Le Specie Cacciabili?

Recentemente, grazie alle sollecitazioni dei cacciatori riguarda alla caccia in Piemonte, sono state introdotte nuove specie: Fischione, Canapiglia, Codone, Marzaiola, Folaga, Allodola e Pernice Bianca. Restano invece vietate Mestolone, Porciglione, Frullino, Pavoncella, Combattente, Moriglione, Merlo e Lepre.

Per informarti sulle specie cacciabili in questa regione cito direttamente l’Approvazione del Calendario venatorio per la stagione 2020/2021 ( – Articolo 18 Legge 157/1992, articolo 13 legge regionale 5/2018 e ss.mm.ii.) con le relative date e limitazioni:

“SPECIE E PERIODI DI ATTIVITÀ VENATORIA CACCIA PIEMONTE

1.1. Ai fini dell’esercizio venatorio è consentito abbattere esemplari della fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie, esclusivamente nei periodi indicati: 

a) – nelle giornate del 2, 5, 7, 9, 12, 14, 16 e 19 settembre negli ATC e CA, qualora deliberato dai rispettivi Comitati di gestione, nelle AFV e AATV, esclusivamente da appostamento temporaneo e con conseguente anticipo della chiusura nel rispetto dell’arco temporale massimo previsto dall’art. 18, della L. 157/1992: cornacchia nera, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia; 

a.1) – nelle giornate del 2, 5, 9 settembre negli ATC e nei CA, qualora deliberato dai rispettivi comitati di gestione, nelle AFV e nelle AATV, esclusivamente da appostamento temporaneo: tortora 

b) – specie cacciabili dal 20 settembre al 6 dicembre: lepre comune, coniglio selvatico 

b.1) – specie cacciabili dal 20 settembre al 31 dicembre: minilepre;

c) – specie cacciabili dal 20 settembre al 15 novembre in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione degli ATC e dei CA e approvati dalla Giunta regionale: pernice rossa, starna; 

d) – specie cacciabili dal 20 settembre al 29 novembre: fagiano; il prelievo del fagiano è altresì consentito dal 2 al 30 dicembre esclusivamente in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione degli ATC e dei CA, secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale e approvati dalla stessa; 

e) – specie cacciabili dal 20 settembre al 31ottobre quaglia, tortora;

f) – specie cacciabili dal 20 settembre al 20 gennaio beccaccino, germano reale, alzavola, marzaiola, canapiglia, fischione, codone, folaga, gallinella d’acqua; 

g) – specie cacciabili dal 1° ottobre al 20 gennaio: beccaccia; la Regione Piemonte, per la salvaguardia della specie beccaccia, prevede la sospensione dell’attività venatoria con forti gelate, adottando il protocollo di emergenza “ondata di gelo” previsto da ISPRA. 

h) – specie cacciabili dal 20 settembre 31 gennaio; dal 2 gennaio al 31 gennaio esclusivamente da appostamento temporaneo: cornacchia nera, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia; negli ATC, CA, AFV e AATV che hanno stabilito la pre-apertura a tali specie nel mese di settembre la caccia termina al 10 gennaio. 

i) – specie cacciabile dal 1° ottobre al 20 gennaio; dal 2 gennaio al 20 gennaio esclusivamente da appostamento temporaneo: tordo bottaccio, tordo sassello, cesena; 

l) – specie cacciabile dal 20 settembre al 31 gennaio; dal 2 gennaio al 31 gennaio esclusivamente da appostamento temporaneo: colombaccio

m) – specie cacciabile dal 1° ottobre al 30 novembre: allodola;

n) – specie cacciabili dal 20 settembre al 31 gennaio, in base a piani numerici di prelievo predisposti dagli ATC, dai CA, dalle AATV e dalle AFV; approvati dalla Giunta regionale: volpe

o) – specie cacciabili dal 3 ottobre al 29 novembre, in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione dei CA e dai Concessionari delle AFV, secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, e approvati dalla stessa: coturnice, fagiano di monte, pernice bianca; 

p) – specie cacciabili, in base a piani di prelievo selettivi per sesso e classi di età, basati su censimenti secondo i criteri “Linee Guida Ungulati” stabiliti dalla Giunta regionale e approvati dalla stessa: camoscio, capriolo, cervo, daino, muflone, cinghiale; 

q) – specie cacciabile dal 20 settembre al 20 dicembre o dal 1° novembre al 31 gennaio, anche in forma non selettiva: cinghiale. I Comitati di gestione degli ATC e CA deliberano i periodi di caccia programmata al cinghiale. Gli istituti venatori (ATC, CA, AFV, AATV) comunicano al Settore Infrastrutture, Territorio Rurale, Calamità naturali in Agricoltura, Caccia e Pesca il periodo di caccia programmata al cinghiale; lo stesso “Settore”, previa verifica di coerenza, prende atto dei periodi comunicati.”

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A presto
WS Team

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