CACCIA AL CINGHIALE: Tutto Quello Che Devi Sapere

caccia al cinghiale
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La caccia al cinghiale negli ultimi 15 anni è diventata molto popolare in Italia ed è una delle attività venatorie più apprezzate. Fattori come: habitats, rotazione delle colture ed adattabilità ai cambiamenti ha reso sempre più impellente la necessità di controllarne la crescente popolazione.

Entriamo più nello specifico.

Caratteristiche fisiche

Il cinghiale (Sus scrofa Linnaeus) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Suidi.  

Il corpo è ricoperto da spesse setole che proteggono la pelle dai graffi delle piante spinose del sottobosco e il sottopelo aiuta l’animale ad isolarsi dal freddo.

Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso che può superare facilmente il quintale.

Tuttavia si presentano grandi variazioni di dimensione e peso se si analizzano le varie sottospecie.

Il Cinghiale Sardo (Sus scrofa meridionalis) ad esempio raramente supera gli 80 kg di peso mentre in zone come la Russia ci sono addirittura notizie di cinghiali che superano i due quintali.

La sua caratteristica principale sono i suoi canini, chiamanti anche zanne; denti a crescita continua presenti sia nei maschi che nelle femmine anche se solo nei maschi arrivano a fuoriuscire dalla bocca inarcandosi verso l’alto.

La lunghezza dei canini inferiori (detti difese) in media, negli esemplari maschi, va dai 15 ai 20 cm ma in casi eccezionali arriva ai 30 cm mentre quelli superiori restano più piccoli.

Le difese crescono con un incurvatura di 180° e creano interferenza con i canini inferiori (detti coti), questo sfregamento li mantiene affilati.

Per il cinghiale un’eccessiva crescita dei canini inferiori porta svantaggio; questo perchè avendo la tendenza ad incurvarsi all’indietro arrivano al punto da non essere più utilizzati come arma a disposizione.

Essendo onnivoro, il cinghiale ha bisogno di una dieta variata. Mangia di tutto, dai vegetali ai piccoli animali: lumache, vermi, nidiate, carcasse ecc.

Carattere e abitudini

I Cinghiali hanno un carattere piuttosto aggressivo, non esitano ad attaccare per primi se disturbati.

Grazie a questa caratteristica, insieme alla loro forza e alle loro dimensioni poche specie animali scelgono di cacciarlo se non in caso di necessità.

Eccezion fatta per l’uomo, vero grande predatore del cinghiale, solo carnivori al vertice della catena alimentare cacciano il potente suino selvatico: lupi ed orsi nei nostri territori europei sono gli unici.

Analizzando i suoi comportamenti ci accorgiamo che generalmente i cinghiali hanno un territorio molto ampio che viene condiviso tra gruppi di femmine e giovani maschi; il maschio adulto invece preferisce una vita solitaria.

Per comunicare utilizzano suoni, grugniti, grida ed emissioni olfattive utili specialmente durante il periodo dell’accoppiamento che dura da novembre a gennaio circa.

Il maschio cerca di conquistare la femmina tramite una sfida tra pretendenti, poi avviene il corteggiamento tra rincorse e strusciamenti sulla schiena 

Una volta ingravidata la gestazione dura circa 115 giorni e nascono circa sei cuccioli con manto chiaro, morbido e striato.

Vengono accuditi dalla madre in una tana creata da lei appositamente, una volta che risultano più autonomi iniziano a seguirla alla ricerca di cibo che viene alternato al latte materno.

Come tutti gli ungulati i primi 365 giorni sono i più delicati essendo vittima di predazione e la femmina si impegna al massimo nel difenderli con tenacia, forza e aggressività.

In Natura il cinghiale può vivere fino a dieci anni, mentre in cattività può arrivare anche fino a 30!

Il suo habitat

Il cinghiale è un animale con un areale di diffusione molto vasto, lo si può trovare infatti dalla Spagna all’Indonesia ma anche in Nordafrica. 

Nei secoli è stato introdotto anche in nuovi territori come l’America e l’Oceania a scopo alimentare.

Vive sia nei boschi più fitti, prediligendo i querceti, sia nelle zone paludose.

I territori in cui si trova il cinghiale sono caratterizzati dalla presenza dell’acqua dalla quale non si allontana mai molto, evita quindi zone rocciose e desertiche ma anche zone con abbondanti precipitazioni nevose nonostante tolleri molto bene il freddo.

Essendo un animale crepuscolare si aggira principalmente di notte, durante il giorno riposa in buche e tane che scava personalmente.

Durante l’inverno ricopre le tane con foglie e rami per renderle termiche mentre in estate si rotola  nel fango per rinfrescarsi e allontanare i parassiti.

Tecniche di caccia

Cacciare il cinghiale nell’antichità era una sorta di prova di coraggio, per questo, nonostante l’esistenza di armi lunghe come le lance (che permettevano di mantenere una maggiore distanza) venivano utilizzate daghe, spade e coltelli.

Nell’età del ferro vennero introdotte le frecce che permettevano al cacciatore di rimanere ancora più  distante e quindi più al sicuro.

Con l’introduzione della armi da fuoco si assistette, chiaramente ad una svolta epocale; cacciare il cinghiale divenne più facile e si ridussero di gran lunga tutti i pericoli ad esso legato.

Attualmente le due tecniche più utilizzate sono la caccia in squadra e la caccia da selezione.

La caccia in gruppo consiste nello spingere il branco di cinghiali, precedentemente identificato tramite tracciatori, dall’interno del bosco verso l’esterno, ove saranno state organizzate le “poste”, postazioni fisse affidate a membri del gruppo con il chiaro intendo di coprire al meglio le vie di fuga dei cinghiali.

La caccia in girata (ossia dove il gruppo è composto da pochi membri) è particolarmente adeguata in zone dove è necessario mantenere il rispetto della quiete ambientale in modo da non disturbare altre specie selvatiche o aree specifiche a regolamenti particolari. 

Le lestre degli animali, come indicato precedentemente, sono individuate nella classica tracciatura mattutina ed una volta circondata la zona con le poste, i canai spingono gli animali verso le poste con l’abbattimento come obiettivo.

La caccia al cinghiale in braccata, invece, è sostanzialmente come quella in girata con l’unica differenza che il gruppo di cacciatori che ne prende parte è più grande.

Quest’ultima è la forma più conosciuta, tradizionale e apprezzata, coinvolge un gran numero di partecipanti sia come battitori che come poste, basti considerare che nelle grandi cacciate europee, dove tradizione e folclore sono elementi imprescindibili, è facile che si raggiungano i 100 partecipanti.

La caccia di selezione, o individuale, invece, è svolta principalmente in solitaria attendendo gli animali in luoghi di pastura, abbeveramento o insoglio.

È molto diffusa in tutto il mondo e si chiama di “selezione” perché la scelta del capo da abbattere è presa dall’organo ambientale che si occupa di stilare sia i censimenti faunistici sia i piani di abbattimento per garantire un corretto equilibrio della popolazione selvatiche.

Ai cacciatori solitamente è assegnato un cinghiale predeterminato scelto per sesso ed età, che sarà l’unico capo che dovrà essere abbattuto in rispetto del piano di abbattimento.

Questo tipo di caccia si usa soprattutto a supporto dell’agricoltura e come forma di  contenimento di specie che causano danni ingenti alle coltivazioni o all’ordine pubblico.

Ovviamente oltre alle tecniche e ai cacciatori, il ruolo chiave spetta di diritto al cane; sia nell’antichità che nell’età moderna, infatti,  la sua presenza non manca mai.

Si usano, spesso simultaneamente, due tipi di cane per la caccia al cinghiale:

– il primo per fiaccare l’animale rincorrendolo, informando con l’abbaio della posizione del cinghiale il cacciatore. Questi sono cani addestrati a mantenere una certa distanza dal cinghiale sia per evitare gli attacchi di quest’ultimo che per lasciare il campo di tiro libero.

– il secondo per attaccare fisicamente l’animale puntando ai suoi punti deboli. Cercano di bloccare la preda che una volta accerchiata è tenuta ferma fino all’arrivo del cacciatore. 

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