CACCIA AI TORDI: La Guida Definitiva!

caccia ai tordi
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Scopri tutto quello che c’è da sapere sulla caccia ai tordi!

Il tordo è considerato uno degli animali selvatici più ambiti nella caccia.

I motivi sono due: prima di tutto la sua carne che viene considerata una vera e propria bontà, poi perché è una forma di caccia stagionale piuttosto impegnativa che regala parecchie emozioni.

Quando si va a caccia di tordi si passano interi trepidanti minuti in attesa di comprendere le intenzioni di questi volatili.

Servono passi e movimenti molto lenti, bisognerà sfruttare ogni possibile riparo per non farci vedere.

Nel momento in cui prendono il volo bisognerà attingere alle proprie abilità di tiratore e riuscire a colpirli mentre schizzano rapidissimi tra gli alberi distanti pochi metri l’uno dall’altro.

Il tordo in volo è un bersaglio veloce e impegnativo, richiede tiri rapidi e riflessi eccellenti.

Nel momento in cui si sente lo zirlo (verso tipico del tordo) il tempo per individuarlo, mirare e sparare è davvero minimo.

La caccia ai tordi, che va da ottobre a gennaio, è ideale per chi non ha cani da ferma o apprezza particolarmente la caccia al cinghiale.

È una tipologia di caccia molto curiosa anche perché le forme di caccia utilizzate per questo animale nei diversi periodi della stagione venatoria sono molte, cambiano armi, cartucce, orari e luoghi.

Ma parliamo più nello specifico di questo volatile molto interessante.

Caratteristiche del tordo

Il tordo fa parte dell’ordine Passeriformes della famiglia dei Turdidae

In Italia le specie di tordo cacciabili sono due: il tordo bottaccio e il tordo sassello.

Il tordo bottaccio (Turdus philomelos) raggiunge una lunghezza di circa 22 centimetri e un peso di circa 75 grammi.

Il suo manto è caratterizzato da: coda e dorso marrone chiaro, fianchi e petto più chiari, quasi bianchi, con i classici puntini neri dei tordi e il sottoala color cannella.

Il tordo sassello (Turdus iliacus), invece, rimane più piccolo ma comunque molto simile al tordo bottaccio.

Le parti superiori del suo piumaggio sono praticamente uguali, le differenze stanno principalmente nei fianchi e nel sottoala di un castano più acceso.

Inconfondibile nel tordo sassello è il sopracciglio color crema.

tordo sassello

Habitat e Migrazione

Il tordo lo troviamo praticamente in tutta Europa: nel Centro/Nord in estate dove nidifica e in inverno nelle zone adiacenti al Mediterraneo più a Sud.

Per quanto riguarda l’Italia lo troviamo da metà settembre nelle Alpi e negli Appennini, mentre nel Sud da metà ottobre.

È capitato che fossero avvistati piccoli stormi d’entrata anche tra la metà di novembre e quella di dicembre.

La maggior parte degli esemplari arriva da Ungheria, Russia, Germania, Svizzera e stati confinanti.

Spesso i tordi proseguono verso Ovest arrivando anche in Sardegna, Corsica, Marocco, Tunisia e Canarie.

Osservare la tratta migratoria sicuramente aiuterà a capire il volatile ma sarà comunque con i primi venti di Tramontana o Scirocco che lo vedremo sopraggiungere.

La caccia in entrata dagli appostamenti

Gli appostamenti vengono posizionati in prossimità di uliveti con alberi secolari dalle alte chiome, predilige boschetti di quercioli o agrumeti dove il tordo, dopo la migrazione, si riposa stazionandoci.

Spesso capita anche che proseguano fino ai boschi di montagna dove si gode di una certa tranquillità molto apprezzata dal volatile.

Il cacciatore ha un appuntamento fisso all’alba, pronto ad accogliere i primi tordi che sorvoleranno gli appostamenti al sopraggiungere del sole.

Occhi vigili a scrutare l’orizzonte in attesa di vedere i rapidi voli dei tordi preceduti dai loro zirli.

All’ultimo buio della mattina si sparerà ad ombre fugaci che attraversano il cielo scuro, la velocità e la precisione di quei tiri saranno l’unico pensiero del cacciatore.

I richiami a bocca sono una delle armi più importanti in questa tipologia di caccia, imparare non è facile ma risulta davvero utile.

Alternativamente si può utilizzare lo Zip in mantice o vite che produce un singolo zirlo e permette comunque di ottenere risposte positive dai volatili.

Se il richiamo e ben fatto in risposta vedremo i tordi scendere in picchiata ad una velocità tale che spesso fa mancare il bersaglio.

Un’altra parte importantissima di questa caccia è la capacità di non farsi vedere.

Mimetizzarsi e stare il più fermi possibili permetterà di non farvi vedere dal tordo, che in tal caso saprà virare con una prontezza impressionante.

Il tordo si nasconderà in cima agli alberi più alti e a quel punto i richiami saranno ormai inutili.

La caccia ai tordi allo spollo, al tracheggio e al rientro

Durante la stagione si continuerà a cacciare i tordi fino alla chiusura, la mattina allo spollo e la sera al rientro.

Alle prime luci del sole i tordi usciranno dai ripari in cui avranno passato la notte per dirigersi alle zone di pastura.

Solitamente prima che tutti gli esemplari escano ci vogliono circa 15/20 minuti perciò il tempismo è fondamentale in questa tipologia di caccia ai tordi.

Saranno necessari tiri veloci e a brevi distanze nella semiluce dell’alba.

Sentito lo zirlo bisognerà agire il più rapidamente possibile.

Se il primo colpo non dovesse andare a buon fine inizieranno a sfrecciare tra gli alberi anche se solitamente tendono ad andare tutti verso la stessa direzione.

La caccia ai tordi al tracheggio

Dopo lo spollo si utilizzerà la tecnica del tracheggio, in cui saranno preferibili fucili con canne da 60/66 cm e strozzatori interni.

Una volta usciti dai ripari i tordi andranno verso boschetti, luoghi di pastura, uliveti o in presenza di arbusti sempreverdi con bacche rosse di cui vanno ghiotti.

Questa tecnica di caccia risulta molto più tranquilla in quanto consiste nell’attesa dei movimenti dei tordi.

La difficoltà è quella di individuare i posti migliori per cercare questi rapidi volatili.

Per gli amanti delle cacce più movimentate si può ricorrere alla tecnica dello scaccio.

Consiste nell’accerchiamento delle zone di pastura per poi infastidire i tordi che prendendo il volo diventano visibili ai tiratori.

Essendo che in questa tecnica si cammina molto è consigliabile scegliere fucili e cartucce leggere come il calibro 20.

La caccia ai tordi al rientro

Dalle 15:30 circa fino al tramonto i tordi rientreranno nei propri ripari per la notte, in questo caso si utilizzerà la caccia al rientro.

I tordi arriveranno in stormi e si susseguiranno l’uno all’altro, a differenza della caccia allo spollo però tenderanno a stare più alti nel volo.

In alcune zone saranno addirittura al limite del tiro mentre, in alcuni punti, potrebbero anche arrivare vicinissimi.

Bisognerà scegliere le armi in base alla lunghezza del tiro che si effettuerà.

Caccia ai tordi nel capanno con richiami vivi

L’attenzione dedicata alla preparazione del capanno, alla disposizione delle buttate e alla giusta collocazione è ciò che determina il successo di questa tecnica venatoria.

In questa tecnica come in nessun’altra è di vitale importanza la scelta delle armi in base alle caratteristiche del luogo e alla distanza del bersaglio.

Spesso si utilizzano calibri diversi: piccoli o flobert per le brevi distanze, più potenti per le distanze maggiori con cartucce selezionate in base alle loro rosate e rendimento balistico.

Entro i 12/13 metri il calibro 8 flobert o 9 speed risultano i più adeguati specialmente abbinati a pallini numero 11.

Tra i 10 e i 20 metri il miglior compromesso è nelle cartucce calibro 36/32 silenziate.

Per le distanze più lunghe è meglio attrezzarsi con un fucile calibro 20/16.

La caccia nel capanno è piuttosto solitaria, solitamente si sta da soli o con pochissimi amici.

Risulta molto avvincente e dura dall’apertura alla chiusura della stagione venatoria.

Si passerà molto tempo fermi in attesa che i selvatici credano ai nostri richiami e si posino sulle nostre battute dove, con un po’ di buona mira, verranno abbattuti.

Armi e munizioni per la caccia ai tordi

I tiri nella caccia ai tordi vanno mediamente dai 25 ai 40 metri e dovranno essere particolarmente rapidi e precisi.

Scegliere le armi più adatte cambierà l’esito della caccia.

Il calibro 20 è considerato l’ideale ma per la caccia ai tordi sono adatti tutti i calibri.

La canna del fucile sarà da scegliere in base alla lunghezza dei tiri: se saranno medio-lunghi allora le canne lunghe e strozzate daranno risultati migliori, se invece saranno tiri medio-corti sono preferibili quelle medio-corte e aperte.

Considerata la dimensione del volatile si consigliano pallini piuttosto piccoli che assicurino una sufficiente densità della rosata: ad esempio per il calibro 12 si consiglia un 30/40 grammi mentre per il calibro 20 un 24/26 grammi.

Il piombo invece può andare bene dal 9 all’12.

caccia ai tordi

Una caccia difficoltosa ma molto emozionante!

Piano piano i tordi capiranno l’inganno dei nostri richiami e disturbati dai nostri tentativi di abbattimento cambieranno posti non tornando più, diventeranno sempre più diffidenti.

Rimane comunque una caccia che trova sempre più appassionati nei tre mesi di calendario venatorio in autunno o nel primo inverno nelle zone di altura.

Poi con l’avanzare del freddo si scenderà nelle zone pianeggianti più basse dove i tordi andranno a cercare luoghi in cui mangiare.

Nonostante con il tempo cambieranno le tecniche e i mezzi utilizzati l’animale resterà sempre lo stesso: diffidente e sfuggente.

La cura, la precisione e la tecnica dei tiri saranno affinate man mano che si praticherà la caccia ai tordi.

Con il tempo si affinerà anche la capacità di ricercare i luoghi migliori in cui questi volatili stanzieranno.

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A presto,
WS Team

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